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E’ stato già presentato alla Regione
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Un progetto per risistemare e valorizzare gli Scavi e il Museo di Santa Restituta |

E’ stato predisposto dall’Ente che gestisce il Museo Diocesano, di cui l’area lacchese è la sezione archeologica. Il ruolo decisivo del Comune di Lacco Ameno e il Parco Progetti Regionali. Gli interventi da realizzare per la migliorare fruizione del sito. Uno dei più importanti dell’intero Mediterraneo, che varrebbe da solo un viaggio a Ischia. Il sindaco Irace: “Speriamo di creare un itinerario storico isolano”
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Isabella Marino |
Lacco Ameno - Era tempo. Era tempo che, a quasi due anni dalla scomparsa di don Pietro Monti, si concretizzasse una iniziativa per garantire il futuro della sua più straordinaria scoperta come prete-archeologo: gli Scavi di Santa Restituta con annesso museo. Era tempo che si creasse una proficua unità d’intenti tra la Diocesi di Ischia, che di quel bene è titolare, e il Comune di Lacco Ameno, nel cui territorio si trova quel pregevole sito archeologico. Ed era tempo che si unissero e concentrassero gli sforzi per valorizzare e migliorare la fruizione di uno dei luoghi simbolo del patrimonio storico dell’isola che può vantarsi di aver dato origine alla Magna Grecia. Finalmente, un passo fondamentale è stato compiuto di recente con la presentazione di un progetto di interventi, da realizzare nell’area archeologica sottostante la chiesa di Santa Restituta, che è stato candidato dal Comune di Lacco Ameno al Parco Progetti Regionale varato per il periodo 2007-2013. L’esigenza di riorganizzare l’area espositiva e di dotarla di tutti i servizi necessari per migliorarne la fruibilità da parte del pubblico era stata già avvertita da don Pietro Monti, che per cinquant’anni aveva scavato e trasformato progressivamente in area museale il particolarissimo sito custodito nel sottosuolo del centro di Lacco, dove sono concentrate testimonianze storiche di età greca, romana e paleo-cristiana che non hanno eguali nel bacino del Mediterraneo. Ma quell’ultima impresa don Pietro non era riuscito a portarla a buon fine, lasciandone l’onere – e l’onore – all’Ente che gestisce il Museo Diocesano dell’isola d’Ischia, situato presso il Palazzo vescovile di Ischia Ponte, di cui gli scavi e il Museo di Santa Restituta rappresentano la sezione archeologica, ovviamente distaccata a Lacco Ameno. E proprio i tecnici dell’Ente, dopo un lungo e approfondito studio, hanno elaborato un articolato progetto finalizzato a dotare l’area lacchese di tutti gli impianti di messa in sicurezza, dei servizi per l’accoglienza del pubblico e degli interventi di sistemazione e valorizzazione dei reperti rinvenuti nelle successive campagne di scavo condotte da don Pietro al di sotto della chiesa a partire dal 1952. Il ruolo del Comune Un’opera imponente, quella da realizzare negli Scavi, che il Comune di Lacco Ameno ha deciso di “adottare”, facendosi carico con un’apposita delibera della Giunta di presentare il relativo progetto alla Regione, per concorrere al cosiddetto Parco Progetti Regionali, istituito dall’ente di Santa Lucia nel 2006, che riguarda gli interventi per infrastrutture materiali ed immateriali in linea con gli obiettivi delle politiche di sviluppo della Campania. In particolare, l’amministrazione lacchese ha identificato come riferimento tra le scelte strategiche deliberate dalla Regione quella definita “La Campania, una regione patrimonio del mondo”, che punta su un “turismo sostenibile come elemento integratore tra i diversi settori economici ed i beni culturali ed ambientali”. Le opere da realizzare Da parte sua, l’amministrazione guidata da Tuta Irace ha identificato le opere previste dal progetto relativo alla sezione archeologica del Museo Diocesano come di interesse pubblico e, come tali, le ha proposte per un finanziamento regionale quantificato in 657.968,00 euro. Questa la somma conteggiata dai tecnici per effettuare i lavori progettati: la catalogazione ed il riallestimento museale con la sistemazione in apposite vetrine di esposizione dei reperti archeologici; la realizzazione di un sistema informatico con allestimento di un sito web; la creazione di idonei percorsi di visita attraverso l’inversione della rampa di scala esistente che prende accesso dal cortile; la realizzazione di due servizi igienici; la messa in sicurezza dell’impianto elettrico con l’adeguamento alla normativa vigente; la realizzazione di un impianto di video sorveglianza, di sicurezza, antintrusione, antifurto e antieffrazione e di un impianto di diffusione sonora. Si tratta, insomma, di tutto ciò che è oggi necessario per favorire e rilanciare la fruizione del sito archeologico lacchese e, contestualmente, per riorganizzare gli spazi espositivi del museo che è allocato nella stessa area ipogea degli Scavi. Senza alcun onere finanziario per il Comune di Lacco Ameno, che partecipa all’iniziativa facendosi promotore della presentazione del progetto e seguendone l’iter negli uffici regionali. Un’area dalle enormi potenzialità Nel testo che accompagna il progetto si sottolinea che “l’intervento contribuisce allo sviluppo del contesto territoriale dell’isola d’Ischia, isola già a forte vocazione turistica, offrendo ai villeggianti un percorso ricco di interesse storico, artistico e culturale, oggi noto solo a pochi, promuovendo turismo anche nel periodo di bassa stagione e creando nuovi posti di lavoro per i giovani”. Non c’è dubbio che gli Scavi e il Museo di Santa Restituta siano ancora troppo poco conosciuti e visitati dai turisti italiani e stranieri, pur avendo tutte le carte in regola per essere uno dei principali attrattori dell’isola d’Ischia, trattandosi di una delle aree archeologiche più importanti ed interessanti del Campania e dell’intero Mezzogiorno. E’ decisamente raro, infatti, trovare una tale concentrazione di testimonianze antiche dall’VIII secolo a.C al IV d.C. in uno stesso sito, perdipiù molto circoscritto, con un corredo di reperti anch’esso di notevolissima valenza. Basterebbe solo la presenza, in corrispondenza di uno degli strati che caratterizzano l’affascinante percorso sotterraneo lacchese, delle formaci dei vasai greci, un “unicum” mondiale, per rendere imprescindibile una sosta agli Scavi. Che potrebbe rappresentare, insieme alla visita al vicino Museo archeologico di Villa Arbusto, un ottimo motivo, di per sé, per decidere di conoscere la nostra isola e le tante altre attrattive che la connotano. Di qui, l’importanza di investire su quel sito nel quadro di una politica anche turistica che finalmente valorizzi come meritano le risorse del territorio isolano. A cominciare da quelle culturali. “Abbiamo deciso di avviare questa iniziativa sugli Scavi, in sinergia con la Diocesi, per valorizzare il lavoro di don Pietro – ha dichiarato il sindaco Irace – ed un’area archeologica importantissima per Lacco Ameno e per tutta l’isola. Speriamo in futuro di poter creare un itinerario culturale che comprenda tutti i luoghi salienti del patrimonio isolano e di poter realizzare un percorso di cui siano tappe fondamentali sia gli Scavi che il Museo di Villa Arbusto e magari il parco archeologico di Punta Chiarito”. Se ne discute da anni, di questa “novità” che sarebbe del tutto naturale e perfino ovvia. Forse si sta cominciando ad imboccare la strada giusta. Intanto, si aspettano i fondi regionali per avviare i lavori nell’area “creatura” delle intuizioni e dell’impegno di don Pietro Monti, archeologo cresciuto sul campo.
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