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Ieri mattina appuntamento in Pineta
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Un “flop” e un “tradimento” per fermare la Caserma |

Il comitato per il diritto alla Casa, tradito in diretta, ha pagato lo scotto delle “troppe volte” e della motivazione “troppo generale”
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Gaetano Di Meglio - gaetano@ilgolfo.it |
dalla redazione - Erano “quattro” gatti quelli di ieri presenti al Bosco della Maddalena per protestare contro la costruenda caserma della Guardia Forestale. Erano pochi, pochissimi. I motivi sono chiari e trovano, una plausibile giustificazione insita proprio nell’ischitanità. Era un problema generale, un po’ di tutti e nessuno ne paga le conseguenze in prima persona... è un po’ la valutazione che ci rende “ischitani” davanti ai problemi generali della nostra isola. Così come la sanità, la scuola, le strade, i trasporti, il palazzo di giustizia, ognuno vicino al “suo” personale fuocherello di protesta. Ma la protesta di ieri mattina, ha valenza doppia e, giornalisticamente parlando, ha tutta la notizia per essere quella del giorno. Gennaro e Domenico Savio hanno tradito il movimento! E non mi sorprende, a differenza di quanto, invece, sono stati sorpresi gli altri del “comitato”. Non ne faccio parte, ma come uomo libero e come professionista dell’informazione ho dato il mio tempo, la mia professione e l’apporto del “mio” giornale all’idea del “comitato” e non certo alla linea politica del Partito dei Savio. Non sono sempre stato concorde con le scelte estreme del comitato (sul template del Savio-pensiero) ma, sposandone la mission, le ho condivise. Purtroppo, e mi sento ferito come uno della base, ieri mattina quando Domenico Savio ha chiesto di parlare in nome e per conto del Partito avrei voluto dire: “no, i partiti non sono ammessi” (come d’altronde tutti sono stati allontanati, ndr) ma non è stato così” La cosa peggiore, che lascia un segno di profonda delusione, sono state la parole di Savio: un attacco diretto al Presidente Luigi Pisani. Forse, come nelle dittature comuniste, qualcuno vuole poche menti che pensano e tante braccia che lavorano. Fortunatamente, invece, viviamo in una società (per quanto fratricida, insensibile, truffaldina, legiferativa ed egoista, ndr) dove a tutti è concesso il diritto di pensare, dire e fare come crede giusto. Si può essere in disaccordo, si possono avere visioni diverse, ma tradire un’idea (come hanno fatto i Savio ieri, ndr) in pubblico non è concesso a nessuno. Non era bastato il comunicato diffuso a destra e a manca la sera prima, ci voleva anche il comizio “organizzato insieme”. Le persone erano poche al Bosco della Maddalena, un vero flop se vogliamo, ma i Savio hanno precisato che loro stavano lì come Partito e non come comitato. Una grande giornata di protesta. Nel movimento che ha tenuto vivo l’inverno ischitano non possiamo far altro che registrare questo grande colpo di scena: come ai tempi di Fiuggi, tra il vecchio MSI e la nascente Alleanza Nazionale, chissà che il Nuovo Comitato per il Diritto alla Casa non rinasca con maggiore lena, maggiore incisività e maggior efficacia in questa lotta che il popolo di Ischia deve vincere, nonostante la bandiera rossa. L’appello ai tanti amici del comitato è quello di mettersi di buona volontà e di continuare la “nostra” battaglia senza colori politici affinché si risolva il problema definitivamente. C’è un dispiacere di fondo che lascia tanto amaro, nascosta dietro a tante belle parole la mira era quella di portare avanti la solita “condanna” e basta! Sarò “boiardo” anch’io! Certamente, già oggi si scatenerà la guerra dei “Savio” contro il “piccolo”, il “baby”, il “figlio di fascista”: Gaetano, va bene anche questo se deve significare continuare a lottare e trovare una soluzione difficile ad un problema ancora più difficile. foto stefano oliva
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