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Ampia discussione nella seduta di giovedì per individuare le strategie più idonee
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Il dramma demolizioni monopolizza il consiglio comunale |

Ad inizio dei lavori il sindaco ha dato la parola a Domenico Savio. Il primo cittadino ha poi avvertito che la Procura è intenzionata ad andare avanti e vanno trovate soluzioni che rispettino la legge. Il consigliere Nicolella ha ribadito l’illegittimità delle delibere di giunta per i mutui, ma gli esperti del comune sono di parere contrario. Tutti concordi sulla necessità di un intervento del governo
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Forio - La seduta consiliare di giovedì sera è stata essenzialmente dedicata al tema dominante di questi ultimi mesi, ovvero l’abusivismo edilizio e le demolizioni. Erano assenti i consiglieri Pasquale Mattera e Mario Iacono e l’assessore all’edilizia arch. Mena Amalfitano. L’assenza dei due componenti della maggioranza rappresenta un segnale di dissapori all’interno della compagine che amministra il paese. Il sindaco ha proposto l’inversione dell’o.d.g. accorpando i punti riguardanti le problematiche edilizie, la cui discussione era stata richiesta dalla minoranza: ovvero i punti 8), 17) e 20). Proposto l’accorpamento anche per i punti 4) e 5), inerenti i piani di zona per i servizi socio-assistenziali. Dopo un breve intervento di Gaetano Colella su tale scelta burocratica, Regine ha dato la parola a Domenico Savio, promotore della battaglia sulle demolizioni. Che ha illustrato tutti i vari punti della questione, evidenziando che lui stesso si è recato in Senato a consegnare una proposta di modifica della legge per la soluzione della problematica inerente il terzo condono. Ha chiarito che «noi isolani possiamo dire che siamo tutti abusivi e paghiamo l’allegra amministrazione di amministratori che si sono succeduti per decenni senza mai dotare il paese di un piano per la gestione del territorio. Di conseguenza i cittadini si ritrovano non per colpa propria ad essere abusivi. Le responsabilità sono politiche, del governo che nel 2003 approvò una legge monca. Chiediamo anche in questa sede l’emissione di un decreto legge che possa evitare gli abbattimenti. Dobbiamo fare in modo – ha concluso - che i partiti di governo intervengano per salvare la casa delle famiglie di lavoratori. E’ un dovere di tutti i partiti». Ha quindi preso la parola il sindaco, che subito ha ricordato che il PRG del comune, adottato anni fa, giace ancora presso gli enti preposti. Ha poi replicato ai consiglieri che avevano “polemizzato” sullo slittamento delle date del consiglio, spiegando che questo era dovuto alla riunione in prefettura sull’argomento. Avvertendo che Ischia è diventata un caso nazionale e che «il clima a Napoli non è certo benevolo nei confronti dell’isola d’Ischia ed è intenzione della Procura di proseguire per tutti i casi passati in giudicato». Invitando i consiglieri a non cavalcare l’onda della protesta sull’argomento, «ma a trovare soluzioni che rispettino la legge senza vestirci con penne di pavone». Sulle conseguenze della situazione attuale, Regine è stato chiaro: «La scure cadrà fra cinque anni sulle casse comunali esponendo l’ente al dissesto finanziario». Ha quindi invitato i cittadini a voltare pagina: «Non abbiamo più interlocuzione al tavolo del governo neppure per gli abusi di necessità, se non cambiamo pagina. Sul mio tavolo continuano ad arrivare sequestri per abusi». La proposta di Nicolella Passando alla proposta avanzata dal consigliere avv. Nicola Nicolella, ovvero “revoca delle deliberazioni della Giunta dei mutui accesi presso la Cassa DD.PP. per l’esecuzione delle demolizioni di cui alle ordinanze emesse dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli”, il sindaco ha chiarito «che è stata messa subito in istruttoria per i pareri che non sono stati favorevoli all’accoglimento. E’ stato acquisito un parere di un illustre professionista (il notaio Arturo, ndr) che è molto interessante e lo distribuirò ai consiglieri, al fine di trovare insieme la soluzione alla problematica». Il primo cittadino ha quindi ribadito: «Prefettura, Procura e Regione non ritengono applicabile il terzo condono e per la soluzione occorre la proposta di un decreto legge sull’applicabilità del terzo condono da chiedere con immediatezza prima delle regionali; è necessario che tutte le forze politiche intervengano subito sul problema». E’ stata poi la volta di Antonio Trofa, che ha ricordato che «i fari accesi su Forio partono da lontano, dall’art. 9 e dalle autorizzazioni rilasciate dal comune senza il parere della soprintendenza. Sono stati creati danni ingenti ai cittadini che si sono illusi e che devono sapere di dover affrontare una causa». Concludendo: «Qualsiasi decisione verrà presa, ci porterà ad un contrasto con la Procura». Gaetano Colella ha dichiarato senza mezzi termini che la magistratura sta facendo il proprio dovere e applicando la legge: «Dobbiamo solo stabilire la priorità degli interventi dando mandato al sindaco da parte del consiglio comunale», ha concluso. L’avv. Nicolella, rimarcando la complessità della materia e le concatenazioni tra vari enti, ha sintetizzato il quadro evidenziando che «il problema è che le concessioni in sanatoria rilasciate sono “appezzottate”». Ha comunque ribadito la illegittimità delle delibere per i mutui. Davide Castagliuolo ha ricordato che per le altre centotrenta demolizioni c’è bisogno di una strategia molto articolata. «Dobbiamo impegnare tutte le capacità economiche del comune nella realizzazione di opere pubbliche», ha esortato. L’avv. Morgera ha riferito di aver dato uno sguardo al parere del notaio, che non lo trova d’accordo. Piuttosto, anche lui ha rimarcato la necessità di chiedere un intervento del governo. Nel chiudere i lavori, Franco Regine ha sintetizzato le intenzioni dell’amministrazione per poter individuare una strada per la soluzione del problema: richiedere un parere alla Corte dei Conti per verificare l’incidenza sul bilancio dei mutui da accendere presso la Cassa DD.PP.; chiedere al governo nazionale, come delineato dall’avv. Morgera, di modificare con decreto legge la legge n. 236/03 art. 32 nella parte che stabilisce che non è possibile condonare gli abusi realizzati nelle zone sottoposte a vincolo; in subordine di emanare una legge speciale che regoli la materia condonistica nelle aree sottoposte a vincolo. In sostanza una seduta interlocutoria, nel corso della quale sono stati solo individuati alcuni abbozzi di strategia. E questo alla presenza di un folto pubblico, richiamato proprio dalla discussione delle problematiche edilizie, che di questi tempi preoccupano tuttiá L’appuntamento è alla prossima seduta, che dovrebbe tenersi a breve.
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